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Lavorare in fattoria by IrishV@ale

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    Jul 2005
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    Thumbs up Lavorare in fattoria by IrishV@ale

    Grazie ad Irishv@ale per aver condiviso la sua esperienza.

    L'articolo originale si trova quì:
    Wwoofing: Trasferirsi all'estero in cambio di vitto e alloggio


    C’è una domanda che mi capita di ricevere spesso via email e a cui, fino a poco tempo fa, facevo fatica a rispondere in maniera soddisfacente:

    Vorrei fare un’esperienza all’estero, possibilmente in un paese anglosassone, in modo da migliorare il mio inglese. Purtroppo non ho i soldi per mantenermi né una specializzazione che mi permetta di trovare facilmente un lavoro all’estero. Cosa mi consigli?

    Oggi vorrei proporti una soluzione, si chiama W.W.O.O.F. (World Wide Opportunities Organic Farms, che in italiano si può tradurre con “Opportunità in tutto il mondo tramite le fattorie biologiche”).

    Ma, visto che io non sono mai stato un Wwoofer, anziché scrivere un articolo meramente teorico colgo al volo l’opportunità offertami da Valentina, una lettrice di Non Voglio Lavorare che ha 25 anni, ha studiato ragioneria e al momento fa la Wwoofer in Irlanda.
    Cos’è il wwoofing e come si fa a trovare una fattoria?

    Valentina, grazie per la disponibilità. Ci spieghi cos’è il wwoofing?

    Grazie a te per avermi concesso spazio sul tuo sito. Il wwoofing offre l’opportunità di fare volontariato in aziende biologiche. Da un lato abbiamo gli host, ovvero le fattorie e aziende agricole ospitanti, e dall’altro i wwoofer, che offrono il proprio aiuto in cambio di vitto e alloggio.

    Questa associazione nasce nel 1971 grazie a Susan Coppard che, essendosi trasferita in città, sentiva la necessità di scappare dalla sua vita londinese. Essendo interessata al biologico e mancandole l’amata campagna, Susan si adopera per cercare una fattoria dove trascorrere il week end offrendo, in cambio, un aiuto nei lavori e sopratutto il suo entusiasmo, basilare per questo tipo di esperienza.

    E così nasce Wwoof, che mette in contatto fattorie di tutto il mondo con persone che vogliano passare del tempo a contatto con la natura.

    Wwoof in Irlanda

    Come si fa a trovare una fattoria disposta ad accettarti? Quali sono i requisiti minimi e i tempi? Bisogna conoscere l’inglese?

    Andando sul sito web internazionale di Wwoof si può cliccare sul paese in cui si vorrebbe vivere quest’avventura. Si viene quindi indirizzati su una pagina che offre spiegazioni e informazioni inerenti alla nazione.

    A seconda del paese che si sceglie vi sono dei costi di registrazione che possono variare. Bisognerà poi aggiungere il costo dell’assicurazione sanitaria. Per esempio in Irlanda i costi sono di 20 Euro per l’iscrizione e 35 per l’assicurazione.

    Una volta ricevuta la conferma del pagamento, si inizia la ricerca delle fattorie. Questa è la parte più interessante e stressante allo stesso momento, sopratutto se sai che devi andartene dal posto in cui ti trovi e non sei sicura se tra una settimana avrai un tetto sopra la testa.

    Hai centinaia di fattorie cui chiedere se hanno bisogno di aiuto. L’unico requisito è avere almeno 16 anni. Per quanto riguarda i tempi, dipende. Alcuni Wwoofer mi hanno detto che è stato difficile trovare fattorie.
    Personalmente, ho avuto sempre risposte immediate.

    Un altro strumento per trovare fattorie disponibili è quello di utilizzare il Wwoofing’s Noticeboard, dove puoi postare un annuncio in cui dici che sei alla ricerca di una fattoria o leggere gli annunci degli host che stanno cercando aiuto nella propria fattoria.

    Un consiglio spassionato. Chiedete sempre quante ore dovrete lavorare in modo tale che non ci siano incomprensioni iniziali. Per quanto riguarda l’inglese, bisogna solo essere a conoscenza del minimo indispensabile per poter sopravvivere.

    Appena sono arrivata in fattoria non capivo nulla. Il mio farmer (ovvero il padrone della farm, la fattoria) parlava velocissimo e con un accento strano. Ci sono tantissimi ragazzi in questa situazione: i farmer sanno che andiamo da loro anche per imparare la lingua.

    Wwoof
    Il cielo d’Irlanda

    Perché hai scelto l’Irlanda?

    Quando avevo quattordici anni sono andata in Irlanda con altri ragazzi per fare una vacanza-studio di una quindicina di giorni. L’idea era quella di studiare l’inglese ma il divertimento ha avuto la meglio. Ma ricorderò per sempre le forti emozioni che ho provato quando ho visto quel paesaggio, con prati verde smeraldo e un cielo azzurro dove le nuvole sembrano agnellini che giocano a rincorrersi.

    Quindi, mi sono detta “Un giorno ci ritornerò.”

    Dove ti trovi esattamente? Quanto resterai in Irlanda?

    Proprio oggi sto partendo per andare in una nuova fattoria, in County Kerry, nella parte sud-ovest del paese. Penso di rimanerci tre o quattro settimane.

    Per quanto riguarda la mia permanenza, non saprei dirti. Prima che partissi, avevo programmato di restare al massimo fino a giugno, ma sono ancora qua e continuerò a fare wwoofing fino a fine luglio.
    La vita in fattoria

    Parlaci della tua routine giornaliera. Quante ore lavori? Che mansioni svolgi?

    Sveglia alle 7.30 con mega colazione per poter affrontare al meglio la mattinata. Si inizia a lavorare alle 8.30 e le mansioni sono quasi sempre molto interessanti.

    I lavori cambiano anche in base al clima perché se fa davvero freddo o piove lavoriamo nella serra, altrimenti stiamo all’aria aperta. In questa fattoria abbiamo solo frutta e verdura. Non ci sono animali da accudire, a parte le mie adorate galline che ogni giorno ci regalano uova eccezionali.

    I lavori che stiamo svolgendo in questo periodo sono la raccolta delle patate nella serra e semina di queste all’aperto, piantare alberi, coltivazione di piante di pomodori, zucchine, spinaci, mais e prezzemolo, raccolta del rabarbaro, preparazione delle marmellate di more, mirtilli, ribes oppure di rabarbaro e ginger. A breve avremo anche la raccolta delle fragole.

    E poi ci sono tantissimi altri lavori che devono essere svolti per avere un minimo di organizzazione nella fattoria o lavori ordinari come il dare da bere alle galline.

    A metà mattinata abbiamo il tea break di mezz’ora.

    Per quanto riguarda il pranzo, facciamo a rotazione per cucinare e, rigorosamente alle due, il team entra in cucina con una fame che sgagnerebbe anche le gambe del tavolo.

    Per ora la cucina italiana rimane sempre quella più apprezzata. Vuoi mettere polenta e polpette al sugo preparate in casa e come per dessert tiramisù contro un riso in bianco e lenticchie preparate con ravanelli e porro? Ahahah

    A parte le battute, si tratta di un esperienza bellissima perché si ha la possibilità di assaggiare piatti da provenienti da tutto il mondo.

    Dopo aver lavorato cinque ore durante la mattinata, abbiamo il pomeriggio libero. Sia d’inverno e specialmente durante la primavera/estate, non mi sono mai annoiata anzi, non mi basta mai il tempo libero per fare ciò che amo.

    Se si è persone dinamiche, trovi sempre tantissime cose da fare anche se si è in campagna e si è abituati a vivere nel casino della città. Io abito a Milano e ho sempre avuto paura all’idea di dovermi trasferire in campagna, ad oggi dico “Tutta la vita!”

    Poi pensate anche che, se vivrete con altri wwoofer, sarete sempre in compagnia di persone che, per la maggior parte delle volte, sono socievoli e con cui si possono condividerete esperienze fantastiche.

    Wwoof

    Stai imparando l’inglese? Se sì, in che modo?

    Si, sto imparando l’inglese nonostante non stia frequentando una scuola. Il primo mese non ho imparato nulla, ma è stata colpa mia. Avevo tanti pensieri per la testa, pensieri che mi trascinavo dall’Italia, avevo malinconia di casa, in più non mi trovavo bene in questa famiglia e non capivo quasi nulla di quello che mi dicevano.

    Purtroppo, quando ho qualche problema mi chiudo a riccio e quindi. Sono arrivata in Irlanda come ragazza au pair e, appena finivo di lavorare, non passavo del tempo con la famiglia ma uscivo fuori, da sola. E di sera mi chiudevo in camera a parlare su Skype con i miei amici e famiglia.

    Non avendo Facebook non ero nemmeno a conoscenza di gruppi in cui si incontravano au pair che vivevano nella stessa città e quindi sono rimasta per quasi tutto il mese da sola. Oltretutto abitavo in piena campagna. Capirai quanto inglese abbia parlato.

    Poi decisi di andare in fattoria e da lì ho iniziato a impararlo. Ero in camera con una ragazza francese con cui ho condiviso bellissime esperienze. Avevo voglia di raccontarle la mia vita, le mie esperienza, starci insieme. Sono stata quindi obbligata a parlare in inglese, l’unica lingua che poteva permetterci di comunicare.

    Un pro e un contro del wwoofing.

    Un contro del wwoofing è quello di dover continuamente spostarsi da un posto all’altro. Sì, ti permette di visitare posti nuovi, ma vi assicuro che è stancante. A volte viaggi anche per una giornata intera e sei stanca di doverti trascinare dietro pesanti valigie. Ogni mese, o anche meno, devi rifare i bagagli e salutare persone a cui ti sei affezionata, persone che sono diventate la tua famiglia.

    Un altro contro è che puoi trovarti in fattorie dove pensano tu sia un loro dipendente oppure il lavoro è noioso. Per questo esistono i feedback, ovvero commenti che lasciano altri ragazzi che hanno vissuto precedentemente in quel luogo e che puoi consultare prima di decidere se trasferirti in una data fattoria o meno.

    Inoltre potrebbe capitare di ritrovarsi da soli nelle fattorie, dover lavorare più del dovuto o magari non avere internet. Si può rimediare cambiando fattoria o cercando di adattarsi e prendere l’esperienza per quella che è.

    Per quanto riguarda i pro, quello più importante è l’esperienza che vivi. Molte persone mi chiedono perché ho deciso di stare in una fattoria dove lavoro e non vengo pagata.

    Rispondo che quest’avventura mi sta dando molto di più di quanto mi potrebbero dare i soldi. Sono cambiata tantissimo in questi mesi e ho imparato a conoscere me stessa. I soldi non avrebbero potuto darmi questo tipo di felicità.

    Certo, non farò tutto la vita wwoof e ho bisogno dei soldi per poter vivere. Ma quante persone fanno gavette lavorative e vengono pagati solo pochi euro come contributo spese e magari sono trattati anche male?

    Noi wwoofer non siamo dipendenti ma lavoriamo con la nostra famiglia di quel momento, non abbiamo spese di vitto e alloggio, palestra gratis (perché vi assicuro che non avevo questi muscoli quando sono partita) e sopratutto parli parli e parli in inglese.

    Vuoi sopravvivere? vuoi stare in compagnia? Sei obbligato a parlare inglese!

    Poi lavorare la terra sa donarti gioie impagabili.

    Non essendo pagata, come fai a sopravvivere?

    In passato lavoravo a Milano e ho messo da parte dei soldini. Inoltre l’unico costo che devi mettere in preventivo sono le spese del volo, il viaggio per raggiungere la fattoria e vari vizi che si hanno nel weekend. That’s all!

    Personalmente sono stata attenta nell’acquistare solo lo stretto necessario e limitare le spese al pub (per chi ama la birra è davvero difficile resistere). Però ho viaggiato abbastanza!

    D’altronde ho scelto questo paese anche per i suoi paesaggi fantastici e avendone la possibilità, mi sono permessa di girare l’Irlanda. Quindi diciamo che si potrebbe spendere anche molto poco, dipende da te.

    Wwoofing o au pair
    Wwoofing o Au pair?

    Quando ti ho proposto di fare quest’intervista mi hai risposto “Volentieri, tutti sanno cos’è un’au pair ma non il wwoofing e, avendo provato tutte e due le esperienze, non c’è paragone!” Cosa intendi? Ci spieghi la differenza?

    Partiamo dal presupposto che io amo i bambini, quindi pensavo che la strada migliore per me fosse fare l’au pair. Vieni pagata, in media, 100 euro alla settimana con vitto e alloggio. La mia prima esperienza è andata male perché non mi trovavo bene con i bambini e di conseguenza, come vi ho detto prima, non sono riuscita a integrarmi con la famiglia.

    Dovendo lasciare casa e volendo continuare questa esperienza in Irlanda, mi sono messa alla ricerca di altre famiglie ma nessuna mi convinceva. Dopo tre giorni di continua ricerca, mi sono imbattuta per caso sul sito di wwoof.

    Dopo pochi giorni sono andata in una fattoria a Bantry, dalla parte opposta dell’Irlanda. Appena sono arrivata in fattoria mi sono trovata davanti una realtà a me completamente sconosciuta. Io sono sempre stata molto schizzinosa e vi assicuro che, sopratutto per una come me, sedersi a tavola e mangiare con accanto i ragni non è il massimo.

    Ho chiamato mia madre e le ho detto: “Vabbè, adesso sto esagerando! Già devo abituarmi a una nuova lingua, non ce la faccio a dovermi ambientare anche a stare in fattoria! Tra qualche giorno me ne vado.”

    E invece, tempo due giorni, mi sono innamorata di questa vita da contadina. A gennaio decisi di riprovarci come au pair, perché avevo conosciuto una famiglia con dei bimbi adorabili e poi volevo mettermi da parte qualche soldino.

    Avevo tutto, il lavoro era molto easy, i bambini mi adoravano, i genitori mi trattavano benissimo, una camera da hotel a cinque stelle, una vista sul lago da fare invidia a George Clooney. Avevo persino la macchina che usavo per viaggiare durante il week end.

    Ma c’era un problema, avevo perso il mio sorriso! Non era contenta come lo ero in fattoria. A volte era stancante. Con i bambini non è facile, sopratutto quando non sono i tuoi figli e gli viene data una diversa educazione.

    Invece lavorare la terra è dura ma non si è mai stressati… MAI. E in più sei sempre a contatto con la natura, la tua vita non è mai monotona come quando fai l’au pair, sei sempre in contatto con persone giovani, altri wwoofer con cui condividere quest’avventura e sopratutto, vuoi mettere il dover preparare un contorno per pranzo e dire “Cavolo, non ho niente in frigo” esci di casa, vai in serra e raccogli l’insalata, pomodori, mais poi vai nel pollaio e prendi delle uova fresche : )
    Vivere all’estero

    Si tratta della tua prima esperienza da espatriata? Se sì, qual’è secondo te la difficoltà maggiore nell’adattarsi a un nuovo paese?

    Mi fa sorridere la parola espatriata! Quando ero più piccola e sentivo parlare di amici di amici che erano andati a vivere all’estero, rimanevo sempre affascinata dalle loro storie, li ammiravo perché avevano avuto le palle di fare ciò che desideravano.

    A volte non riesco a rendermene conto che adesso sono io quella che sta vivendo all’estero, che ha trovato il coraggio di mollare tutto. Questa è la mia prima esperienza e inizialmente è stata davvero dura.

    Il doversi allontanare dalle persone che ami, arrivare in un paese che ha una cultura diversa, imparare a conoscere il paese, le persone che ci abitano, amicizie zero e in più la lingua.

    Molti mi dicono “Beata te che sei all’estero” e proprio a loro vorrei far capire quanto è stato difficile, quanto ho sofferto e ancora ad oggi, non è facile. Vi assicuro che è molto più semplice vivere a casa propria.

    Detto ciò non rimpiango la scelta che ho fatto, anzi, ringrazio sempre di aver avuto il coraggio di fare questo passo perché mi sta facendo vivere un’esperienza che ha cambiato la vita e continua ad arricchirmi dentro.

    La chiave per riuscire è stata quella d’imparare ad avere una mentalità aperta e ad essere flessibili. Ma devo davvero tanto a tutte le persone che mi sono state accanto sopratutto nel primo mese, non so se ce l’avrei fatta senza di loro.

    Cosa facevi prima di arrivare in Irlanda e perché hai deciso di partire?

    Stavo lavorando in un negozio di telefonia da ormai due anni. Per gioco, alla fine di agosto, mi iscrissi su un sito che cercava au pair, sopratutto perché volevo imparare l’inglese e vivere un’esperienza all’estero.

    Dopo una decina di giorni ebbi la mia prima video chiamata su Skype con una famiglia irlandese. Ero molto agitata, sopratutto a causa del mio scarso livello d’inglese. Loro sono stati carinissimi perché parlavano molto lentamente e si sforzavano di capire quello che gli stessi dicendo.

    A fine conversazione mi chiesero di andare a vivere da loro e senza nemmeno pensarci gli risposi di sì. Quando chiusi la conversazione, scoppiai a piangere e mi dissi

    “Ma l’hai fatto davvero? Ma sei scema? E ora… che intenzioni hai? Mollare tutto? Lasciare quello che hai di sicuro per un futuro incerto?”

    Dopo sedici giorni ero sull’aereo in partenza per Dublino. Vi assicuro che è stata la scelta migliore che potessi fare!

    Progetti per il futuro?

    Bel punto di domanda. Per il momento voglio vivere DAY BY DAY, godermi questa esperienza anche perché sono arrivata alla conclusione che è inutile che programmo qualcosa.

    Durante la mia permanenza in Irlanda, ormai sono qui da sette mesi, mi si sono presentati tanti imprevisti che hanno distrutto completamente i miei piani, facendomi cambiare rotta da un momento all’altro.

    A partire da maggio avevo pensato di cominciare a lavorare, cercare un lavoro a Dublino come cameriera in qualche ristorante o pub ma poi mi si sono presentate queste giornate fantastiche di sole e mi sono detta:

    “Perché devo andare a rinchiudermi in un locale quando ho la possibilità di godermi ancora questa vita a contatto con la natura?”

    Ho lavorato nelle fattorie nel periodo peggiore, il vento gelido la faceva da padrone e non vedevi l’ora di farti una doccia bollente e metterti davanti al camino con una calda tazza di tè. Ora vorrei godermi quest’esperienza nel periodo migliore dell’anno, dove la terra sta donando i suoi frutti e le temperature sono perfette.

    Concludendo, cosa consigli alle persone che vorrebbero vivere all’estero ma hanno paura di farlo?

    Se è davvero ciò che sognate, trovate in voi stessi il coraggio di partire, prendere e mollare tutto. Non chiudete mai la porta ai cambiamenti, vi potrebbero regalare sorprese inaspettate!

    Siate però consapevoli che non sarà facile, che dovrete allontanarvi dalle persone a voi più care e rinunciare a comodità e abitudini.

    Dovete essere persone con una mentalità aperta per poter vivere a meglio la vostra esperienza.

    Concludo facendovi tanti auguri e citandovi l’inizio del mio diario di viaggio:

    “Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete, con le vostre vele, i venti. Esplorare. Sognate. Scoprite.” Mark Twain
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  2. #2
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da IrishV@le Visualizza Messaggio
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    Assolutamente si!
    Grazie ancora per aver condiviso.
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