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  1. #1
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    Predefinito Immigrazione e Integrazione a Dublino

    vi copio e incollo questo interessante post scritto dal Direttore Nightolo sul suo blog.
    il post lo incollo integralmente.
    L'originale con relativi commenti lo potete leggere quì!



    Immigrazione e Integrazione a Dublino


    Questo post, per alcuni, risultera' lungo e noioso, per altri conterra' troppi pregiudizi da non poter essere digerito agevolmente, altri ancora potrebbero gradilo. Semplicemente contiene dei miei punti di vista sulla questione del titolo, che ptorebbero essere considerati troppo radicali.

    Tutto nasce da un commento del precedente post, dove si parlava di "ghetti", "comunita' italiana" e della parola chiave: "integrazione'. Ci sarebbe tantissimo da scrivere, e molto piu' da leggere, sull'immigrazione e sull'integrazione dei migranti, quali noi siamo; io invece mi limitero' a dire cose abbastanza semplici.

    Concordo con la lettura del film Ratatouille fatta da Leonardo, talmente tanto che mi sento libero di citare:


    Rémy è un migrante, come Fievel: ma se Fievel sbarca in America era l’epopea nostalgica degli emigranti europei negli USA, Ratatouille racconta l’emigrazione e l’inurbazione con tutta l’ambiguità dei problemi irrisolti di oggi. Gli emigranti hanno due vie (le hanno sempre
    avute): o si ghettizzano, cristallizzando i costumi e i valori della società di provenienza e isolandosi in un mondo percepito come ostile, o si integrano. Ma integrarsi significa spezzare le radici, tradire la razza. Non ci riescono tutti, e nemmeno Rémy, che pure tratta i suoi simili veramente con la puzza sotto il naso. In Africa i tipi come Rémy li chiamano noir blanchi, neri imbiancati: eppure anche lui preferisce non tagliarsi del tutto i ponti alle spalle: nottetempo scivola nella dispensa del ristorante che lo ha accolto, e ruba un po’ di roba buona per il fratello. La cosa gli scappa naturalmente di mano, proprio come succede quando la tua famiglia esce dal medioevo e viene a bussare nel tuo superattico per chiederti un favore: il problema di Rémy è lo stesso problema di Michael Corleone, è il problema di tutti gli onorati membri
    della società che hanno ancora qualche legame con le Famiglie.


    Riepiloghiamo una cosa abbastanza vera, chi emigra ha due vie, o l'integrazione o l'isolamento e, eventualmente, la ghettizzazione. "Integrarsi significa spezzare le radici", su questo c'e' poco da fare. Ovviamente bisogna poi calare questo concetto abbastanza generico nella realta' irlandese, o meglio dublinese. Facciamo dei distinguo perche' nessuno si sognerebbe di paragonare Milano a Messina, per dire, ergo io non paragono Dublino al countryside, ne' so come funziona altrove.

    Integrarsi in un'altra cultura significa rigettare la propria, perche' per calarsi completamente in un'altra cultura, come e' quella nord-europea, o anglosassone o irlandese, gli strumenti culturali precedenti non servono assolutamente; e piu' in particolare gli stranieri risentono di due cose in particolare: la lingua e il non essere nati li'. Mentre la lingua puo' essere insegnata, con risultati piu' o meno incoraggianti, l'essere nati qui non si puo' superare,
    esistono una serie di fatti culturali che vengono trasmessi nell'infanzia a tutti noi e questi, per vari motivi, non sono gli stessi. L'Italia e' uno dei piu' vividi esempi, dove molte persone, pur parlando la stessa lingua, vengono da posti che non hanno niente a che vedere tra di loro.

    Integrarsi in Irlanda non significa andare al pub con gli irlandesi, perche' capirai al pub, dopo qualche pinta, siamo tutti amici e il giorno dopo non ci cachiamo piu'; no non significa neanche uscire regolarmente con gli irlandesi, ne' averli a cena. Un segno parziale di integrazione e' quello di avere amici irlandesi, "amici" nel senso di persone di cui ci fidiamo, ed essere amici di irlandesi significa rientrare tra il circolo delle persone di cui loro si fidano.

    Ma attenzione, stiamo parlando di segni, e il segno differisce dalla sostanza, il taglio sulla gamba non da nessuna indicazione del fatto che io sono caduto o che sono stato aggredito, esattamente come la langue non ha nessun rapporto con la parole.

    Gli irlandesi, specie fuori Dublino (ma questo e' un problema dell'urbanizzazione in se', non necessariamente di Dub), sono particolarmente gentili e accoglienti, se vedono una persona in
    difficolta' l'aiutano e cosi' via, ed e' questo il motivo per cui tanta gente si innamora dell'Irlanda (al di la' delle fate e i folletti). Ma come sopra, avere questo tipo di rapporti non significa integrarsi.

    Andiamo al sodo e all'aspetto amaro, dopo un anno e passa qui, e parlando con un po' di gente, posso affermare che l'Irlanda non si presta all'integrazione e la Celtic Tiger non ha fatto altro che acuire questo problema. Per molti siciliani esiste il siciliano, il continentale e il turco, contrassegnando con l'ultimo termine "coloro che vivono nella giungla", per i sardi credo sia simile, per molti irlandesi l'Europa non e' passata, esiste l'irlandese e il non-irlandese;
    pensandoci e scrivendone credo sia un problema delle isole in se'.

    Oltre questa distinzione non ci sono cazzi, l'immigrato puo' integrarsi con quelli della sua nazione, con altri stranieri ma *difficilmente* con gli irlandesi; da questa distinzione voglio escludere le ragazze che stanno con gli irlandesi (e i ragazzi che stanno con gli irlandesi), hanno un rapporto sano e cosi' via. E' ovvio che una coppia multirazziale e' un ibrido, qualcosa che si e' sempre collocato in mezzo e, percio', non puo' essere classificata per bene; e', ancora e di nuovo, ovvio che il figlio o la figlia che ne verra' fuori sara' integrato nella cultura in cui viene ospitata.

    Di nuovo, l'integrazione e' difficile da ottenere, integrazione non vuol dire parlare inglese con italiani anche se sei italiano, uscire al pub con stranieri o irlandesi, ma significa qualcosa di piu' profondo. Mi rendo conto che un anno o due anni sono pochi per integrarsi, contemporaneamente lo stesso periodo di tempo e' poco anche per costruire una "comunita'", al massimo, ed e' una buona cosa, si possono creare amicizie tra persone dello stesso ceppo linguistico.

    Anche questo e' un concetto generico, l'Irlanda, comunque, non fa altro che acuire queste differenze e tracciare solco tra irlandese e non-irlandese, tra persone del nord e persone del sud. E vi assicuro che a Dublino la differenza tra northsoid e southside e' una cosa vera e
    sentita, il Liffey separa due culture *totalmente* differenti. Ah, a parte quel fatto della lingua.

    Fare delle cene tra italiani, come e' stato scritto nei commenti in coda all'altro post, non significa ne' ghettizzarsi ne' rendersi conto di come procede la vita irlandese visto che per farlo e' sufficiente comprarsi un giornale. Ugualmente, esistono tanti problemi a Dublino, ma
    non direi che 1) ci sono comunita' di un certo tipo 2) ci sono ghetti.

    Ghetto vuol dire che persone di una stessa nazionalita'/razza si trovano nello stessa parte di una citta' e sono isolati dal resto, qui gli italiani sono sparsi, i polacchi idem. Il fatto che esistano annunci su daft in polacco, polski sklep e cosi' via non vuol dire che esiste una
    comunita' polacca, vuol semplicemente dire che i polacchi sono in maggioranza tra gli immigrati.

    Comunita' e' una parola difficile, comunita' vuol dire radicarsi nel territorio. Tra i tanti "immigrati" che conoscete quanti si vogliono radicare qui? Siamo seri.

    Qui siamo quasi tutti turisti.

    Cheers
    -Il Direttore
    Ultima modifica di TopGun; 08-11-07 alle 20:09
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  2. #2
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    credo che al post di nittolo si integri bene quello di utopie che io personalmente condivido maggiormente. Lo trovate qui.


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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Agata Visualizza Messaggio
    credo che al post di nittolo si integri bene quello di utopie che io personalmente condivido maggiormente. Lo trovate qui.
    mi era sfuggito grazie! (colpa di google reader )
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  4. #4
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    a mio modesto parere a dublino non ci sono ghetti. Ci sono zone di degrado nessuno lo nega ma i ghetti sono un'altra cosa, giusto per chiamare le cose con il loro nome.

    Questo per quanto riguarda il post di utopie, quello del direttore l'avevo commentato direttamente lì

    Saluzzi

  5. #5
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    Secondo me la questione è molto complessa, e per quanto si cerchi di guardarla da un punto di vista più ampio possibile, si finisce sempre col tralasciare qualcosa.
    Per entrare nel discorso dei ghetti, io dico che ci sono, che non sono una cosa per forza negativa, e che ci sono per delle motivazioni precise: a mio parere, nasce un ghetto quando una popolazione si trasferisce in grande quantità in un paese con degli usi e costumi molto diversi. Tento di spiegarmi meglio: a Dublino ci sono oltre centomila polacchi, e quasi naturalmente ci sono dei quartieri dove questi si concentrano, dove hanno i loro negozi...poi arrivano i giornali in polacco e tutto l'ambaradan. Stessa cosa per gli italiani: non sono così tanti come i polacchi, però comunque si possono trovare negozi con prodotti italiani etc. Probabilmente, se ce ne fossero di più, nascerebbe una little Italy. Discorso diverso per altri popoli, tipo gli olandesi: ne parlavo con alcuni di questi, che dicevano che gli piace ogni tanto trovarsi tra di loro e parlare la loro lingua...ma si limitano a questo perchè sostanzialmente vivere a Dublino o vivere ad Amsterdam è simile. Non hanno bisogno di negozi per trovare il loro cibo, non hanno festività particolari e così via. Il numero rimane comunque una discriminante importante.
    Poi, per parlare di integrazione, non si può prescindere dalla volontà dello straniero di integrarsi. Se guardo alla mia esperienza, vedo che sono partito con la voglia lasciarmi alle spalle Italia ed Italiani, di conoscere gente nuova, di parlare inglese perchè mi piace quella lingua e non perchè dovevo impararla. Questo finisce con l'influenzare inevitabilmente quello che uno vive: anche se sono stato solo tre mesi, ho conosciuto un discreto numero di irlandesi, per un certo periodo ho avuto una relazione con connessa compagnia di amici. Ovviamente gli irlandesi con cui sono entrato in confidenza sono stati meno degli stranieri, ma penso di averne conosciuti comunque parecchi. Poi da qui a parlare di integrazione ce ne passa. Con questo volevo solo dire che, a mio parere, conta molto la voglia che uno ha, il desiderio di entrare in contatto con loro. E' certamente importante anche il livello di inglese, cosa indispensabile, e l'ambiente di lavoro.
    Se uno invece parte dall'Italia per necessità, non per desiderio, allora vedo più difficile che faccia qualche passo verso l'integrazione, perchè l'atteggiamento è diverso.
    Ciao

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Niall Visualizza Messaggio
    a mio modesto parere a dublino non ci sono ghetti. Ci sono zone di degrado nessuno lo nega ma i ghetti sono un'altra cosa, giusto per chiamare le cose con il loro nome.

    Questo per quanto riguarda il post di utopie, quello del direttore l'avevo commentato direttamente lì

    Saluzzi
    e tu cosa intendi per ghetto? Il ghetto è un un'area nella quale persone considerate (o che si considerano) di un determinato retroterra etnico, o unite da una determinata cultura o religione, vivono in gruppo, volontariamente o involontariamente, in regime di reclusione più o meno stretta.
    (http://it.wikipedia.org/wiki/Ghetto)
    Secondo te a dublino non ci sono aree in cui si riuniscono più persone di una stessa nazionalità? Credi veramente che cinesi, indiani, pachistani non si riuniscano (volontariamente o no) in specifiche aree. Dublino sarebbe l'unica città al mondo così...
    Ultima modifica di Agata; 08-11-07 alle 22:21


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  7. #7
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    Forse Niall intendeva dire che nessuno è confinato, che le possibilità di essere parte attiva della società ci sono, ma che molti preferiscono vivere tra i propri connazionali. Poi comunque lasciamo che argomenti lui la sua idea.
    Ciao!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Agata Visualizza Messaggio
    e tu cosa intendi per ghetto? Il ghetto è un un'area nella quale persone considerate (o che si considerano) di un determinato retroterra etnico, o unite da una determinata cultura o religione, vivono in gruppo, volontariamente o involontariamente, in regime di reclusione più o meno stretta.
    (http://it.wikipedia.org/wiki/Ghetto)
    Secondo te a dublino non ci sono aree in cui si riuniscono più persone di una stessa nazionalità? Credi veramente che cinesi, indiani, pachistani non si riuniscano (volontariamente o no) in specifiche aree. Dublino sarebbe l'unica città al mondo così...

    intendo appunto quello che hai riportato sopra...

    Il ghetto è un un'area nella quale persone considerate (o che si considerano) di un determinato retroterra etnico, o unite da una determinata cultura o religione, vivono in gruppo, volontariamente o involontariamente, in regime di reclusione più o meno stretta.

    Se mi fate degli esempi (la zona X è il ghetto del gruppo etnico Y) sono anche pronto a ricredermi... Mountjoy square sarebbe il ghetto di chi? La zona è a gran maggioranza irlandese... Altrimenti parliamo di aria fritta

  9. #9
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    ma infatti, basta co ste storie.
    L'ho scritto chiaramente nel mio commento, ditemi qual e' il 'ghetto' polacco, o qual e' il 'ghetto' magrebino, sudanese e quant'altro. Oppure il ghetto italiano se esiste. Sarebbe il quartiere italiano? Non ci sta neanche italiano in quel posto dove ci sono tutti i negozi italiani.

    Chiamiamo le cose col loro nome, perfavore
    ---
    Stay hard, stay hungry, stay alive if you can
    And meet me in a dream of this hard land
    "This Hard Land" / Bruce Springsteen

    "Seats are not for feet", cronache sparse e non regolari da Dublin 3 (almeno per ora)
    http://www.doblin3.net/

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Niall Visualizza Messaggio
    intendo appunto quello che hai riportato sopra...

    Il ghetto è un un'area nella quale persone considerate (o che si considerano) di un determinato retroterra etnico, o unite da una determinata cultura o religione, vivono in gruppo, volontariamente o involontariamente, in regime di reclusione più o meno stretta.

    Se mi fate degli esempi (la zona X è il ghetto del gruppo etnico Y) sono anche pronto a ricredermi... Mountjoy square sarebbe il ghetto di chi? La zona è a gran maggioranza irlandese... Altrimenti parliamo di aria fritta
    stavo proprio ora leggendo il bel post di utopie (http://utopieirlandesi.blogspot.com/...nvisibili.html) che fa un po' di esempi. Di uno (le stiratrici bambine pakistane) avevo gia' letto l'Irish times on line di altre non sapevo. Probabilmente altri irlandiano non vedono oltre la superficie delle cose e le uniche notizie che leggono sono solo quelle prese da Metro o su repubblica.it...


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