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Super Irlandante
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Visto che la crisi la viviamo..... -
22-01-2010, 16.34.22
....cerchiamo di capirne l'origine
riposto qui un link che porta ad un articolo molto interessante, di un nobel per l'economia di cui non si parla mai da nessuna parte (e in questo caso devo dire che devo ricredermi sul premio nobel come istituzione).
per chi conoscesse il francese:
http://contreinfo.info/article.php3?id_article=2956
Per chi non conosce il francese
http://www.effedieffe.com/component/...ml/Itemid,272/
Questo passo deve far riflettere:
Questa ignoranza, e soprattutto la volontà di nasconderla grazie a certi media, dimostrano un imputridimento del dibattito e dell’intelligenza, a causa di interessi particolari legati al denaro. Sono interessi che vogliono che il sistema economico attuale perduri tal quale, in quanto funziona a loro vantaggio. Tra questi interessi si trovano le multinazionali che sono i principali beneficiari, con gli ambienti borsistici e bancari, di un meccanismo economico che li arricchisce nel momento stesso in cui impoverisce la maggioranza della popolazione, francese ma anche mondiale.
Portiamo pazienza, finiranno nella pattumiera darwiniana della storia!
No Travaglio please, sono allergico
Gli economisti sono diventati incapaci di concepire la collettività sociale o nazionale. E’ questa incapacità a pensare il collettivo che acceca la nostra epoca e ritarda la soluzione della crisi (Emmanuel Todd)
Ultima modifica di Arturo 74 : 22-01-2010 alle ore 16.36.27.
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22-01-2010, 17.18.55
non capisco proprio cosa dimostrerebbe... un economista che e' contrario alla globalizzazione... mbe'? c'entra qualcosa con il signoraggio o con tutti i tuoi complotti? Magari son io lento, ma proprio non ho capito...
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Super Irlandante
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22-01-2010, 18.16.18
Citazione:
Originalmente inviato da Niall
non capisco proprio cosa dimostrerebbe... un economista che e' contrario alla globalizzazione... mbe'? c'entra qualcosa con il signoraggio o con tutti i tuoi complotti? Magari son io lento, ma proprio non ho capito...
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Ora il discorso signoraggio etc e' venuto fuori dopo batti e ribatti e non e' che uno lo vuole tirare fuori ad ogni inizio discorso.
Forse ti sembrera' strano ma la mattina quando mi sveglio e vado a pisciare non penso al signoraggio, e neanche quando vado a prendermi il caffe'...comunque se vuoi ritornare sull'argomento facciamolo da un'altra parte.
per quanto riguarda questo post , se hai commenti intelligenti da fare sei il ben venuto, se vuoi fare solo flame posso fare a meno dei tuoi interventi.
Portiamo pazienza, finiranno nella pattumiera darwiniana della storia!
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Irlandante alle prime armi
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23-01-2010, 11.42.47
Citazione:
Originalmente inviato da Arturo 74
Questo passo deve far riflettere:
Questa ignoranza, e soprattutto la volontà di nasconderla grazie a certi media, dimostrano un imputridimento del dibattito e dell’intelligenza, a causa di interessi particolari legati al denaro. Sono interessi che vogliono che il sistema economico attuale perduri tal quale, in quanto funziona a loro vantaggio. Tra questi interessi si trovano le multinazionali che sono i principali beneficiari, con gli ambienti borsistici e bancari, di un meccanismo economico che li arricchisce nel momento stesso in cui impoverisce la maggioranza della popolazione, francese ma anche mondiale.
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Personalmente penso che, al di là della raffinata analisi economica, ci perdiamo nella ricerca dell'origine del male in luoghi oscuri ed irraggiungibili. Come per le multinazionali, che sono nella vulgata la personificazione del male, ma per la quale molti di noi lavorano e "disprezzano". E come le disprezzano? Le disprezzano per fregiarsi di valori considerati alti per una pura questione di immagine, quando poi lo stipendio scivola silenziosamente nel conto in Banca. Ah, le banche. Basterebbe un giorno per mandarle tutte in malora, eppure sono ancora lì. Le odiamo tutti eppure tutti ci infilano i propri soldi.
Per quanto riguarda l'imputridimento del dibattito potrei avere anche essere d'accordo, ma dobbiamo ben definire quando il dibattito delle masse sia stato veramente di livello. Personalmente, non ne ho traccia. Il dibattito raffinato è solo ad appannaggio delle élite economiche e culturali, noi ci dobbiamo accontentare delle briciole paranoiche di Blondet, che, non fraintendermi, ho anche conosciuto di persona e con cui ho organizzato dei piccole conferenze.
Io lavoro nella comunicazione e sono uno dei quei bastardi che vi manda a comprare la merda delle multinazionali. E vi dico candidamente che il gioco è sorretto dai voi (noi). Loro producono, io amplifico, voi comprate. Se non comprate non funziona nulla. Il gioco lo reggete sempre voi. Il consumatore, come l'elettore esprimono dei poteri immensi, che se solo fossero compresi, potrebbero rivoluzionare mercati e scenari politici in brevissimo tempo. Ma non accade. Questo, è per me, il punto.
Il sistema economico liberal liberista, è accettato e sostenuto dalle popolazioni occidentali. Con questo non sto esprimendo un giudizio di qualità del sistema in se, ma sto sottolineando che la resistenza culturale è puramente formale perché non si trasforma mai in prassi.
Se lavori per una multinazionale, ne sei parte. Che ognuno di noi si cominci a prendere la responsabilità di tutto quello che fa', senza scaricare sempre la colpa sugli anziani di Sion.
Basta un giorno per mandare tutto a puttane, ecco perché non mi fido di chi mi ha propinato la pillola rossa per anni, mentre lui stesso prendeva la blu.
Ma ne possiamo parlare, con piacere.
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Super Irlandante
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23-01-2010, 11.58.15
Citazione:
Originalmente inviato da Lyndon
Personalmente penso che, al di là della raffinata analisi economica, ci perdiamo nella ricerca dell'origine del male in luoghi oscuri ed irraggiungibili. Come per le multinazionali, che sono nella vulgata la personificazione del male, ma per la quale molti di noi lavorano e "disprezzano". E come le disprezzano? Le disprezzano per fregiarsi di valori considerati alti per una pura questione di immagine, quando poi lo stipendio scivola silenziosamente nel conto in Banca. Ah, le banche. Basterebbe un giorno per mandarle tutte in malora, eppure sono ancora lì. Le odiamo tutti eppure tutti ci infilano i propri soldi.
Per quanto riguarda l'imputridimento del dibattito potrei avere anche essere d'accordo, ma dobbiamo ben definire quando il dibattito delle masse sia stato veramente di livello. Personalmente, non ne ho traccia. Il dibattito raffinato è solo ad appannaggio delle élite economiche e culturali, noi ci dobbiamo accontentare delle briciole paranoiche di Blondet, che, non fraintendermi, ho anche conosciuto di persona e con cui ho organizzato dei piccole conferenze.
Io lavoro nella comunicazione e sono uno dei quei bastardi che vi manda a comprare la merda delle multinazionali. E vi dico candidamente che il gioco è sorretto dai voi (noi). Loro producono, io amplifico, voi comprate. Se non comprate non funziona nulla. Il gioco lo reggete sempre voi. Il consumatore, come l'elettore esprimono dei poteri immensi, che se solo fossero compresi, potrebbero rivoluzionare mercati e scenari politici in brevissimo tempo. Ma non accade. Questo, è per me, il punto.
Il sistema economico liberal liberista, è accettato e sostenuto dalle popolazioni occidentali. Con questo non sto esprimendo un giudizio di qualità del sistema in se, ma sto sottolineando che la resistenza culturale è puramente formale perché non si trasforma mai in prassi.
Se lavori per una multinazionale, ne sei parte. Che ognuno di noi si cominci a prendere la responsabilità di tutto quello che fa', senza scaricare sempre la colpa sugli anziani di Sion.
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Ma ne possiamo parlare, con piacere.
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guarda che proprio in questo caso blondet ha solo tradotto l'articolo, le parole sono di Allais, e non capisco perche' tirare in ballo i cavalli di battaglia di blondet (che uno puo' condividere o no).
Personalmente quello che intendo dall'articolo e che il messaggio che passa sui media (strumentalizzati dai poteri forti) e' strumentale al sistema come vogliono che perduri.
E infatti il nobel in questione fa notare che non e' mai invitato a parlare di economia proprio dai media.
Lo scopo poi come da titolo del post e' invitare a riflettere per capire le origini della crisi, che io sappia come si fa i medicina si cerca di curare i sintomi quando si e' fatta una diagnosi e si presume di conoscere le cause del male.
Oggi invece si applicano soluzioni senza sapere (o facendo finta di non sapere) le cause, ci viene detto che la crisi non era prevedibile mentre proprio l'articolo linkato smentisce questa considerazione.
il vento sta cambiando, anche nel mondo accademico, e magari fra 5/10/15/20 anni ci ritroveremo a discuterne per decidere in modo concreto, perche' non esserne informati?
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23-01-2010, 12.00.05
Citazione:
Originalmente inviato da Lyndon
Il sistema economico liberal liberista, è accettato e sostenuto dalle popolazioni occidentali. Con questo non sto esprimendo un giudizio di qualità del sistema in se, ma sto sottolineando che la resistenza culturale è puramente formale perché non si trasforma mai in prassi.
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è un punto fondamentale, troppo chiaro, quindi poco "riportato".
Citazione:
Originalmente inviato da Lyndon
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23-01-2010, 13.05.00
Arturo, non mi fraintendere. Sono d'accordo nel parlarne e penso che sia un passo che vada fatto. Se ho fatto un certo discorso è perchè, in passato, sono stato diffusore di un certo tipo di idee e ho elaborato, a mio modo, un bieco pensiero.
Quando mi riferito a Blondet, era perchè lui è diffusore di questo tipo di pensiero, e avevo colto che il pezzo era di un altro autore. Colpa mia non averlo specificato.
Sono d'accordo con te sul fatto che anche in ambiente accademico i venti stiano cambiando, non sono pochi gli intellettuali e studiosi che comunque fanno da sacca di resistenza. Se me lo permettete, possiamo dire che l'impianto teorico esiste e si evolve, ma manca nella sua applicazione.
Ci vuole tempo, ma sono molto pessimista. E con questo non mi riferisco al mondo culturale, ma alle masse, di cui faccio parte, che raramente scelgono sapientemente.
Con il mio intervento ho, volutamente, puntato l'origine del problema altrove come se rivoltassi una clessidra. In effetti, ho evitato di affrontare la questione da te posta.
Ritengo anche, per esperienza, che rischio di portare il dibattito altrove, allontandoci - seppur non troppo - dal thread da te aperto. Non mi sembra il caso e l'argomento è di certo succoso.
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24-01-2010, 18.54.42
aggiungo questo link al blog di benetazzo.
http://www.eugeniobenetazzo.com/gheto_capio.htm
rifa' il ricamo a quello postato in precedenza sulla societa' americana, per chi fosse interessato puo' andare nella sezione articoli dello stesso blog.
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