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Arturo 74 Arturo 74 non è connesso
Super Irlandante
 
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Predefinito 23-01-2010, 11.58.15

Citazione:
Originalmente inviato da Lyndon Visualizza messaggio
Personalmente penso che, al di là della raffinata analisi economica, ci perdiamo nella ricerca dell'origine del male in luoghi oscuri ed irraggiungibili. Come per le multinazionali, che sono nella vulgata la personificazione del male, ma per la quale molti di noi lavorano e "disprezzano". E come le disprezzano? Le disprezzano per fregiarsi di valori considerati alti per una pura questione di immagine, quando poi lo stipendio scivola silenziosamente nel conto in Banca. Ah, le banche. Basterebbe un giorno per mandarle tutte in malora, eppure sono ancora lì. Le odiamo tutti eppure tutti ci infilano i propri soldi.

Per quanto riguarda l'imputridimento del dibattito potrei avere anche essere d'accordo, ma dobbiamo ben definire quando il dibattito delle masse sia stato veramente di livello. Personalmente, non ne ho traccia. Il dibattito raffinato è solo ad appannaggio delle élite economiche e culturali, noi ci dobbiamo accontentare delle briciole paranoiche di Blondet, che, non fraintendermi, ho anche conosciuto di persona e con cui ho organizzato dei piccole conferenze.

Io lavoro nella comunicazione e sono uno dei quei bastardi che vi manda a comprare la merda delle multinazionali. E vi dico candidamente che il gioco è sorretto dai voi (noi). Loro producono, io amplifico, voi comprate. Se non comprate non funziona nulla. Il gioco lo reggete sempre voi. Il consumatore, come l'elettore esprimono dei poteri immensi, che se solo fossero compresi, potrebbero rivoluzionare mercati e scenari politici in brevissimo tempo. Ma non accade. Questo, è per me, il punto.

Il sistema economico liberal liberista, è accettato e sostenuto dalle popolazioni occidentali. Con questo non sto esprimendo un giudizio di qualità del sistema in se, ma sto sottolineando che la resistenza culturale è puramente formale perché non si trasforma mai in prassi.

Se lavori per una multinazionale, ne sei parte. Che ognuno di noi si cominci a prendere la responsabilità di tutto quello che fa', senza scaricare sempre la colpa sugli anziani di Sion.

Basta un giorno per mandare tutto a puttane, ecco perché non mi fido di chi mi ha propinato la pillola rossa per anni, mentre lui stesso prendeva la blu.

Ma ne possiamo parlare, con piacere.
guarda che proprio in questo caso blondet ha solo tradotto l'articolo, le parole sono di Allais, e non capisco perche' tirare in ballo i cavalli di battaglia di blondet (che uno puo' condividere o no).

Personalmente quello che intendo dall'articolo e che il messaggio che passa sui media (strumentalizzati dai poteri forti) e' strumentale al sistema come vogliono che perduri.

E infatti il nobel in questione fa notare che non e' mai invitato a parlare di economia proprio dai media.

Lo scopo poi come da titolo del post e' invitare a riflettere per capire le origini della crisi, che io sappia come si fa i medicina si cerca di curare i sintomi quando si e' fatta una diagnosi e si presume di conoscere le cause del male.

Oggi invece si applicano soluzioni senza sapere (o facendo finta di non sapere) le cause, ci viene detto che la crisi non era prevedibile mentre proprio l'articolo linkato smentisce questa considerazione.

il vento sta cambiando, anche nel mondo accademico, e magari fra 5/10/15/20 anni ci ritroveremo a discuterne per decidere in modo concreto, perche' non esserne informati?


Portiamo pazienza, finiranno nella pattumiera darwiniana della storia!

No Travaglio please, sono allergico

Gli economisti sono diventati incapaci di concepire la collettività sociale o nazionale. E’ questa incapacità a pensare il collettivo che acceca la nostra epoca e ritarda la soluzione della crisi (Emmanuel Todd)
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